Vergine di Czestochowa
da "Le Icone bizantine della Madre di Dio" di Egon Sendler

Vergine di CzestochowaMolte leggende sono sorte attorno a questa celebre protettrice della Polonia. Si tratterebbe di un'icona di San Luca, dipinta sul tavolo usato dalla Santa Famiglia. L'Imperatrice Elena l'aveva portata nel IV secolo da Gerusalemme a Costantinopoli, dove rimase circa cinque secoli.
In seguito era stata trasportata in Galizia. I cavalli si erano fermati nella città di Belza e avevano rifiutato di continuare il viaggio. Si comprese così che la Madre di Dio aveva scelto quella città come luogo di soggiorno per la sua icona. Quando la Galizia passò sotto la dominazione polacca, la città di Belza con la sua icona divennero proprietà della Polonia.
Nel XIV secolo i Tartari, che avevano invaso la Russia, giunsero a Belza e l'assediarono. Il principe Vladislao mandò a prendere l'icona nel castello e la mise sulle mura della città. Durante i combattimenti una freccia raggiunse il viso della Vergine aprendo una ferita dalla quale cominciò a fluire il sangue. Questa ferita è ancora visibile. Gli assedianti furono coperti da una nuvola e si ritirarono in disordine.
Alla fine del XIV secolo il principe Vladislao fece costruire un monastero sul monte di Jasna Gora, nei pressi di Czestochowa, e lo affidò ai religiosi dell'Ordine dei Paolini. Secondo i cronisti, l'icona fu sistemata nel monastero il 7 settembre 1382. Essa fu sempre oggetto di venerazione comune dei cattolici e degli ortodossi. Ancora due volte, nel 1655 e nel 1657, la Madre di Dio protesse questo monastero in modo miracoloso contro le truppe svedesi. Anch'essi dovettero levare l'assedio.
Nel 1813 lo zar Alessandro i ordinò una copia di questa Vergine e la fece sistemare nella cattedrale di Kazan. Negli altri paesi slavi l'icona era meno conosciuta.
La Vergine di Czestochowa è rappresentata come una Odighitria, con il Bambino sul braccio sinistro. Il Bambino volta la testa leggermente verso destra, ma guarda lo spettatore. Con la mano destra fa il gesto della benedizione, con la sinistra tiene un libro chiuso. Queto particolare, come il mantello della Vergine che è blu e coperto di fiori d'oro, indicano che non si tratta di un'icona bizantina, ma di un dipinto occidentale. In effetti, si pensa che sia stata eseguita nel laboratorio di Andrea Vanni, pittore della scuola senese alla fine del XIV secolo.
 
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